72 ore sul divano

Juanita de Paola

Quattordici riviste settimanali, un mensile, due quindicinali, un libro iniziato quando ancora mi schiarivo i baffi, una scatola di fotografie rimasta dietro al paramento da fonduta e riscoperta qualche giorno fa, due ragazze sotto i cinque anni e una bottiglia del bianco riserva pluripremiato prodotto da cari amici che qui, nella gora dell’eterno fetore emotivo, non voglio nominare.

Abbiamo scelto di fare la tenda in salotto, con coperte, piumoni e – soprattutto – cuscini di proporzioni epiche: lì dentro le ragazze hanno consumato qualche chilo di biscotti e residui di torta al cocco, fra una proiezione di cartoni animati rigorosamente bidimensionali e un ascolto coatto ora di Bruno Martino ora di Lady GaGa.

Mi sono ricordata di quanto abbia odiato Mary Poppins da piccina e quanto ancora mi annoi a morte tutto quel canto e balletto nel mezzo di un film; sarà per questo che i colossal in costume mi attirano come una gomitata nel naso. Non ho infatti ancora visto Titanic, Moulin Rouge, Avatar, o nulla dove la gente mi dia l’impressione ad un certo punto di volermi cantare una canzone. Portata a forza a vedere Chicago the Musical in un Teatro di Londra ho avuto la colite per una settimana.

Le ragazze hanno anche cucinato, e conseguentemente pitturato (schizzato) i miei vestiti di rosso (pomodoro), giallo (olio) e verde (salsa di basilico), facendo di me un tributo vivente a Zion.

Segue visione del finale di stagione di CSI, di un episodio bello cruento di Lie to Me e mille ore di internet senza limiti, senza freno, passando da David Letterman ai bootleg di Kevin Welch, da Holy Moly alla mia nuova ossessione: io che canto e suono e mi registro e uplodo brevi spezzoni su YouTube. Ho il terrore di iniziare a sapere usare bene Garage Band.

3 Comments

  • November 10, 2010

    Digi G'alessio

    E west side story? Nemmeno morto!
    Stai bene.

  • October 25, 2010

    selma

    Ti ricordo che mi hai fatto guardare a forza un musical, che io chiamai “un film con le cantatine”, e per questo mi hai offesa tre giorni di fila. Poi hai smesso perchè te ne sei dimenticata, non per altro.

    • October 25, 2010

      Juanita de Paola

      Si, effettivamente quello era Jesus Christ Superstar che è abbastanza ganzetto. Ma insomma è anche vero che ho smesso solo prchè me ne sono dimenticata. Oh Vale, l’altro giorno ho chiamato un collega per augurargli buon compleanno, me l’ero segnato sull’agenda, e non era nulla. Dico non era il compleanno. Ora sbaglio anche a segnare le cose sull’agendina.