Allegra come una tinca in un catino.

Due settimane di fila in casa in compagnia di quella simpatica compagine che compone il mio nucleo familiare mi hanno trasformato in uno squalo che nuota in una vasca da bagno (stessa gioia). Non so perche’ non si e’ compiuto con me quel miracolo che vede le donne trasformarsi in madri e poi in angeli del focolare, ma io sono rimasta l’orso marsicano di un tempo, con una meravigliosa orsetta e un procione che disastrano la mia (MIA) tana e il desiderio di andare in letargo un po’ piu’ in la’. Vedere Cecilia infilarsi nei miei stivali tacco 12 e saltare dalle poltrone incrinandoli e’ un piacere solo secondo a quello del mio compagno che appoggia il piatto bisunto di pennette sulla mia pila di quotidiani nuovi – la forchetta, inevitabilmente, compone tromp l’oeil a forma di panda gigante al lato della rivista piu’ in alto, la mia preferita. Il sabato trascorre in un clima di aggressivita’ passiva, allegra come una tinca in un catino.