Categorie
Juanita de Paola

Apologia del budellone.

Odio le acque chete e gli uomini ordinati, perchè celano mostri a tre teste.

Se budello è quella specie di pellicola che contiene e ricopre la salsiccia, cose di interiora, di maiale insomma, il budellone (budellame) è per definizione il mangiatore che si riempie volentieri il ventre. Da qui si deduce il senso di budellone riferito alla donna che, invece dello stomaco, si riempie volentieri un altro orefizio (buco) – o un altro paio – di ciccia viva, ovvero che tiene molto in conto la possibilità il pigliarsi la sua dose quotidiana del ciùfolo (o flauto col pelo) che il mammifero maschio ha con sè.

Si può essere budelloni e non sembrarlo e, viceversa, apparire in guisa di budellone ed essere una povera santa. La categoria che mi appassiona è sicuramente il budellone molto appariscente, quello con l’eye liner 3D alto sei centimetri alle sette e venti del mattino, quello che appare come un uomo con il parrucco e che si mette i sandali aperti a febbraio. Io amo i budelloni. Amo le donne che odorano di Anais Nin o Poison, che tirano la linea del rossetto ben lontano dalla linea della bocca, che indossano le zeppe anche quando vanno di moda i sandali alla romana e che fanno le meches arancioni sul davanti.

Per me l’unica donna possibile è molto più vicina al travestito che alla mannequin, è volgare quanto basta e pure un pò puttana. Quella è l’amica che, con uno scollo da ictus, non ti ruberrebbe mai il fidanzato nè tantomeno il marito, e che ti abbraccia come se tu fossi madre, moglie ed amica. Quella è la donna capace di lavorare in un bar come al supermercato e sorridere quando tutto, là fuori, va male. Creatura che figlia comunque, a prescindere dal fatto che il lui di turno rimanga oppure no, è un uomo migliorato, potente e generoso, è un animale fertile dagli occhi umidi e capace di sforzi disumani per rendere la vita altrui migliore, più degna.

Stamattina, al supermercato, ne ho visto un esemplare e ho cercato disperatamente di incrociare il suo sguardo per ringraziarla di essere così, immensa in mezzo alle insalate prelavate del supermercato, in mezzo agli shampoo e ai pannolini per la terza età. Mi ha riguardato e, ovviamente, ha ricambiato il mio sorriso.

Di juanita

50% business, 50% eggs benedict