Aspettare, ma giustizia è fatta.

Non c’è altro da fare che aspettare, l’oroscopo dice che non ci sono solo i bianchi e i neri, quindi bisogna aspettare. A Firenze, guarda che bella che è, e ogni volta mi fa rovesciare lo stomaco di non essere riuscita a stare nè qui, nè a Londra. E in questi giorni pensavo che le radici, quello che è da risolvere, è tutto qui. Devo imparare a sillabare piano “io sono di Montecatini” senza dispiacermene, ma anzi sfruttando il fatto che ora è invisa a tutti per le polacche, le russe, le nere, le rosse, le verdi e che quindi mi torna più facile farmela piacere. Sogno un pomeriggio russo a base di chiacchiere sui clienti e un tea in un locale con caffè da euro 5,00, servito con pasticceria fine e piccola, al burro, quella che fa ingrassare solo chi sta a dieta. Poi spostarsi a Firenze e andare a prendere un aperitivo di quelli come alla Torre, 46 euro per due pezzi di frittata e qualcosa da bere e personale che ti tratta come un cane rognoso, ah che plesir. Pullulano i negozi di biancheria intima di altissimo livello qui, se ne lamentava una brutta proprietaria di un negozio chic in città, usando parole ed espressioni che non solo mi hanno fatto vergognare di essere lì nei paraggi, ma mi hanno fatto venire in mente scherzetten malignen. La signora al bancone stava letteralmente sagratando, bestemmiando come nemmeno Benigni sa fare “e sono maiale di qui, e accident’alloro, ah brutte troie, ah queste merde” quando mi sono accorta di essere con un tacco sospetto per le undici di mattina.