Avrei voluto darti una carezza.

A noi scorbutici, che siamo tutti uguali, per fare una gentilezza ci vuole tanto impegno. Oggi, quando sei venuto li’ tutto mogio, piegato dalla sfortuna dopo che credevi bastasse volere per potere, mi hai fatto tenerezza, di quella buona. Avrei voluto stringerti la faccia tra le mani e dirti forza, va bene cosi’, e’ da questo rovo che si passa per arrivare alle more. Invece ti ho stretto la mano come dopo un colloquio di lavoro, tenendola appena un secondo in piu’, tanto quanto basterebbe a mettere in imbarazzo un osservatore allenato. Chissa’ se hai capito. Mi dispiace di non essere migliore, di non sapere mai dire le cose giuste al momento opportuno.

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