Campagne elettorali.

Montecatini Terme presenta in questi giorni dei manifesti politici triviali, che sono del tutto congeniti giacche’ la municipalita’ stessa e’ agghiacciante. Amo questo posto per vari motivi, ma quello che me la rende piu’ cara e’ che ha fatto di me una donna libera: quando parto non sono infelice, quando torno non sono felice. Un altro benefit e’ il potere fare la spesa con un esercito di sgualdrine piu’ o meno di classe, lap dancers, accompagnatrici e magnacci: io cerco di copiare quello che le prime mettono nel carrello per vedere se mi riuscisse tante le volte di tornare (andare) in forma come loro, e invidio i portafogli dei secondi, piu’ che altro per i ristoranti preferiti dove, se andassi ogni sera, finirei dietro a stirare i tovaglioli per pagare. La comunita’ aldila’ del passaggio a livello, un ghetto lasciato crescere senza carpirne la grandiosita’ e che ci assicura un approvvigionamento continuo di droga e Western Unions, e’ l’unica area di questa citta’ dalla pianta demente in cui qualcosa vibra: sogno una cordata di architetti e investitori a creare migliaia di negozietti tropicali, uffici di designers, kebab automatici, appartamenti rosa e localetti di rum e musica, uniti a trattorie luride sovvenzionate dal comune (con tutte le troiate che hanno sponsorizzato, qualcuno puo’ foraggiare anche questa, no?) e collettivi di vecchi che invece di cagarsi addosso insegnano l’italiano agli stranieri. Basta maratone benefiche per negri  – ma che ci hanno fatto di male, ma perche’ non li possiamo lasciare in pace? – basta pesche di beneficienza per beghine frigide o spose tradite dai mariti (traditeli anche voi! basta centrini, perdio), basta giovani hoteliers senza testa e senza futuro, basta aperitivi chic e via libera a quintali di mortadella, pecorino e miele. Le varie cordate politiche alla battaglia hanno dei manifesti che vanno dalla poesia Sardelliana “Insieme per volare. In alto“, che forse sottintende un corso di paracadutismo a Capannori in caso di vittoria, alla conclamazione sfrenata “Piu’ Lega! Piu’ controllo!” che mi ha fatto cascare la mandibola in terra, ma il mondo non stava cambiando?,  a un paio di altri  talmente insulsi e populisti che non me li ricordo nemmeno. Il mio manifesto e poster politico, tante le volte scendessi in campo anche io, sarebbe: Montecatini terme, Citta’ triviale – Votatemi, vi prometto le tre B: Budelli, Bachata, Baillame.