Cannes, non tutto lusso quello che luccica.

Alla fiera del turismo di lusso di cannes sono andata a comprare a manbassa atolli privati con acqua chiara, chiarissima, mi sono accaparrata case albero da 30.000 euro a notte e ho trattato (strappato) commissioni mica da ridere a proprietari e amministratori delegati. Ma soprattutto. Ho guardato l’umanita’ varia che io e gli altri 2999 componevamo: donne vestite di oro e parrucca, piedi stretti, tacchi alti, grandi sorrisi e giacche e cravatte. La faceva da padrone Virtuoso, circuito grassamente ben distribuito e di successo – si mormora che quello famoso, quello li’, invitasse per riunioni private certi buyers e certi espositori, e che poi lasciasse conti da favola. Si mormora anche che i parties piu’ esclusivi fossero dopo i parties ufficiali, tenuti a banco da russe bellissime e italiani sgargiantissimi. Si dice che la hostess vestita di celeste si sia data da fare e parecchio. Insomma, gira che ti rigira, lo scopo unico dell’umanita’ riunita e’ sempre il solito – di davanti e di dietro.

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