Juanita de Paola

This is the time.

Quando è arrabbiata con me mi disegna con le cicatrici, oppure crea delle metafore che trovo interessantissime: tutta la famiglia in vacanza e io sotto l’acqua col sangue, con lo squalo. A

Donna, mansueta stia.

Dovranno comprovare di avere fatto beneficenza gli amici per recarsi alla cerimonia campestre. Non io, no, perchè io e F abbiamo condiviso un pochino troppo per potere essere invitata.

(Forse) arriva l’Inglese.

Ma tutto questo prenderà una piega felice, tragicamente confusionaria, entro il quindici di Novembre: saranno mutande e calzini disseminati in corridoio, lavandini intasati di peli e cotone, litigi al mattino ma come cazzo la vesti, sembra una prostituta thailandese.

Amo, spero.

Difatti quando guardo i documentari sui carcerati con le amiche – niente di meglio di mille uomini cattivi in prigione – e parlano delle donne che gli scrivono e poi ci si sposano, povere dementi, io in genere non infierisco. Mi ci sento affine.