Certe volte bisogna che tu viva.

Filodemo, certe volte mi preoccupa la maniera in cui tu cerchi di tranquillizzarti: e’ finta e piena di cadute la strada della serenita’. Piglia la moglie con cui ti sei accasato, per esempio: non (ti) e’ mistero che io la trovi insulsa, persino stupida – eppure tu sai che questo e’ un pensiero di bene, e non di male – perche’ ti amo cosi’ tanto che per te voglio il meglio e di piu’. Ma quando mi hai detto che con lei saresti stato felice io ho capito, e ho accettato persino i suoi tic, la sua magrezza ossessiva, la sua ossessione per i soldi. (I tuoi). La ho chiamata per natale e ho segnato il suo compleanno sulla mia agendina rossa, volevo che tu fossi fiero di me, e che tu sentissi il mio affetto anche da codesta distanza. Ma ora guardati: grasso, sfatto, vestito come un cretino, senza sogni dello spirito se non quello di rendere pecunia tutto quello che fai. E guarda lei, coperta di ori come la madonna di montenero. Ma come faccio a volere ancora bene a qualcuno che ha venduto l’anima alla serenita’? Diavolo, dico io.