Compendio di filosofia, seconda lettera a F.

Amore mio, per quanto tu legga gli oroscopi o scopra una fede non troverai mai una risoluzione al più perfido degli scherzetti di cui siamo vittime: talvolta, la responsabilità di quello che ti succede, è tua anche se non è tua. Non puoi attendere l’influsso di Mercurio e Venere nello Scorpione per esternare il tuo affetto a quelli che lo bramano da te e, purtroppo, non puoi nemmeno aspettarti che il tuo modo di amarli sia proprio quello che desiderano.

Inutile anche cercare di abbattere la figura dei genitori o superare fratelli e sorelle nella lotta all’affermazione sociale: quella, poi, i vecchi nemmeno la ricordano dopo avere lavorato una vita. Piuttosto abbracciane la follia e capisci subito da quale ramo pendi: i buoni che accumulano problemi su di sè per poi ringhiare alla farmacista o gli espressionisti della bega con vena comica?

Cerca di trovare un bilanciamento fra l’ottimo desiderio di rimanere piacente e la schiavitù da insalata: quando fra seimila anni ci disseppelliranno per capire come mai ci siamo estinti la prima volta, troveranno cesti di plastica con dentro avanzi di verdure tagliuzzate senza olio e sale, e diranno “ah, ecco perchè: mangiavano merda!”. Tu no, fai che ti aprano la pancia e dentro ci trovino residui di Brunello, di coniglio al forno con olive nere e litri di olio e – se esisterà ancora – il cervello fritto alla magrebina. Non ti far spaventare: i cibi, come i vestiti, servono a qualcosa ma non è detto che lo stesso servire duri per sempre. Oltretutto, fritti sono buoni anche i vermi. Giuro.

Non ti ghettizzare, per favore, esci con belle e brutti, poveri e ricche: ti accorgerai fra un pochino che felice è chi previene le emergenze, non chi ha abbastanza soldi da poterle tramponare pagando – l’importante è capire le cose velocemente, ed è importante allenarsi in ambienti anche ostili. Per favore non diventare dentista. Per favore non diventare una di quelle che frequentano le persone che convengono, nemmeno se a chiederlo è tuo marito o tua moglie. Ribellati. Sovverti le regole fino a che non trovi una regola migliore. Lascia che la natura faccia il suo corso e, se ce la fai, non ti disfare mai di quello che ti arriva in grembo. Piuttosto chiama qualcuno che vuole dei figli ma non può averli e dallo a loro.

Se proprio vuoi imbracciare una fede per favore fallo di nascosto: come ti farebbe sentire se ti dicessi qual è la mia posizione preferita con l’Inglese? Orrore, vero? Ecco, la stessa intimità che c’è in un letto ci deve essere anche con Dio, o come ti pare, se no si chiama Sabato Fascista, non Fede. Quando ti diranno che ero così e colà, te sappi una cosa: ero peggio. Ne ho fatte delle nere – e le ho combinate sapendo che le stavo combinando. Orsù, smetti di pensare che chi ti sta intorno ti risolverà la vita: impossibile, sono impegnati (in genere) a massacrare la propria. Portami del gelato al pistacchio, sono ancora arrabbiata con te.

1 Comment

Comments are closed.