Contraddizioni.

Una bambina di due anni circa gioca con la sistola dell’acqua: è riuscita ad accendere da sola il getto, pianino, e la madre le urla dietro come se avesse appena accoltellato il gatto. Dovrebbe accarezzarle il viso, invece, e dirle che è stata brava, non è mica da tutti capire a cosa è collegato cosa. Eppure la mamma le sbercia terribilmente, come farei io, perchè ha paura che si bagni, che prenda freddo, che si ammali, e tutta una serie di conseguenze fra cui la principale è che, purtroppo, bambini malati stanno a casa, e mamme lavoratrici di bimbi malati non sanno dove sbattere la testa. Leggo in questi giorni la notizia che la scuola in Francia si è ridotta a quattro giorni alla settimana: le mamme, là, e anche i papà, contano su un servizio stratosferico di assistenza, per cui persino una tata gratis ti danno, pur di agevolare un corretto uso del tempo. Amo e odio i francesi, più che altro li invidio, per il modo con cui proteggono i loro beni più preziosi: la cultura, il lavoro, il vino. A noi, qui in Italia, ci tocca sudare e urlare ai bambini, perchè se si ammalano sono cazzi, altrochè.