Definisciti.

Definisciti. O meglio: fatti definire. Non c’è limite allo studio delle caratteristiche delle persone finalizzato alla creazione di parametri di vendita; persino il web semantico si è tramutato nella piattaforma ideale di venditori che vogliano rastrellare nuovi compratori – o forse era nato per quello. Intanto, per ogni qualcuno che ha abbastanza talento da mettere assieme più di centomila persone, raggruppate per gusti e potere di acquisto c’è un altro qualcuno che in questi giorni gli offre un riscatto per comprarsi la sua community, metterci le pubblicità, escluderlo per sempre dalle sue stesse idee. Oppure lasciargli il ruolo poco esecutivo di direttore artistico. Definisciti, allora: sei Bottega Verde (filocomunista, crede all’omeopatia come valida alternativa alla medicina tradizionale, non ama le spiagge organizzate con gli ombrelloni, non schifa la peluria umana) o Bottega Veneta (filo conservatore, ha studiato in scuola di prestigio, ritiene che la poverta’ sia una condizione temporanea da cui riscattarsi con ogni possibile tentativo, si abbronza al punto giusto, schifa la peluria umana)? Ogni volta che compiliamo un piccolo questionario di qualunque natura, stiamo in realtà creando un match fra noi e tutta una serie di prodotti insospettati, che ci verranno offerti al momento opportuno, anche dopo dieci anni. Non c’è nulla di male a farsi targettizzare, se lo si vuole, certo. Nulla di brutto a (credere di) scegliere una marca oppure nessuna, se si sa di essere carne da mercato. Per quanto mi riguarda compilo schede completamente prive di senso, per confondere le acque, e per credere di non essere io stessa una parte del tutto. La mia categoria e’ “persone che non sanno accettare il fatto di essere solo persone”.