Donne che crescono uomini che poi le abbandonano.

Gli uomini di ventanni si cominciano ad apprezzare solo verso i quaranta. Finite le storielle di Cappuccetto e il Lupo, e con esse ogni aspettativa sul maschio che trascenda il farsi scarrozzare in macchina o il mantenimento dei figli, ci si libera finalmente di tutte le merdate di cui le nostre madri, inconsapevolmente, ci hanno riempito. Cosi’ come noi riempiremo le nostre figlie, e’ chiaro. A questo punto, quando la consapevolezza che la parita’ dei sessi e’ un’organica mossa militare del governo americano per tenere le masse separate, con la certezza che le dimensioni fanno la differenza eccome se la fanno, con la gioia di farsi offrire pranzi, cene, colazioni, vacanze, scarpe, fiori, gioielli e viaggi, ecco, allora, ci si puo’ permettere un ragazzo di ventanni. Un meraviglioso coacervo di desideri esistenziali e fisici mischiati in un cocktail di intraprendenza-ignoranza che risultano irresistibili a una donna cresciuta, che se li guarda divertita come un gatto egiziano guarda un topino di campagna. Un viaggio nelle terre estreme del bianco e del nero, in cui la ragazza senza aspettative si trova finalmente a suo agio. E’ a quel punto, quando le risate fanno scendere le lacrime, quando i racconti di lui che va in campeggio con la fidanzata e paga la tenda alla sua seconda ragazza a cento metri piu’ in la’ o scureggia al primo appuntamento importante  perche’ la sera prima ha fatto la gara a chi beveva piu’ ghiaccio tritato col sale, che ci si ricorda come si era a quell’eta’, e quasi il sorriso ci si congela sulla faccia: signorepieta’. Impiegate a tirare su generazioni di handicappati le cui madri hanno supportato ogni deviazione mentale, il cui carattere hanno flagellato a suon di si’, le cui aspirazioni piu’ genuine e sane, persino, hanno falcidiato a suon di paghette settimanali e letti comodi fino ai quarantanni. Impegnate a cambiare la loro depressione endemica in sano entusiasmo per l’ignoto, abbiamo vezzeggiato generazioni di ragazzi. Giovani virgulti che noi ragazze abbiamo supportato economicamente, addestrato fisicamente, elevato spiritualmente; li abbiamo allevati questi bambini, li abbiamo fatti incazzare e piangere e crescere amandoli di un affetto grande, maturo, fino a che e’ arrivata quella giusta e, bang, se l’e’ preso cotto e condito. E’ successo a me, e’ successo alla partner precedente del mio attuale compagno, ora mia amica cara, e’ successo a tutte le donne con mica salis e di cuore che conosco. La consapevolezza che non sarebbe mai successo se si fosse state delle stronze da balera e’, certi giorni, piu’ dolorosa che comica, ho pensato vedendo Antonella in motorino l’altro giorno. Lei si’ che se l’e’ sobbarcato quel poco di buono, lei davvero ha sacrificato qualunque cosa per permettergli di farsi le sue suonatine e le sue pescatine. Ora che lui viaggia con la sua fidanzatina e il suo bambino, fidanzatina conosciuta durante una suonatina, mi immagino con che gioia Antonella li incontri per strada. Ma Antonella sa, anche lei, che la gioia che nasce sulla rottura con il vecchio, porta con se’ una vendetta esemplare: anche le fidanzatine invecchiano, anche gli uomini un giorno crescono.