E alla fine arrivò (anche questo) Natale.

C’è una cosa che va data agli uomini, poverini, categoria qui dentro bistrattata ampiamente: sanno comunicare; questo non significa affatto che vogliano dire proprio quello che dicono, ma che siano capaci di esprimere concetti secondo intento e renderli chiari a chi li ascolta, a prescindere dalla loro validità. Le donne, in generale, no. La femmina trascina in ufficio – e dovunque sia inopportuno – tutte le sue dietrologie e le sue comunicazioni indirette:”si” che vogliono dire “no”, sorrisi che significano odio, pianti che sgorgano dalla felicità e nervosismi di ogni tipologia: penne sbattute, occhiatacce, sodalizi che non portano a nulla se non ad amareggiare la vita di qualcun’altra, poca attitudine allo scherzo e, se si ride, si perde completamente di vista la gerarchia alla prima occasione.

In preda a pms mi chiedevo: come mai ho sbagliato tutto? Come mai ho fatto sparire il divertimento dal mio quotidiano? Quand’è che mi sono trasformata in questo soldatino che brama di finire le tabelle di excell invece che fare forca e andare a sciare? Quando è accaduto che gli amici non li posso più chiamare perchè ho completamente perso il filo della loro esistenza e non saprei cosa dire? Ma cosa sono, impazzita? Durante questa dissertazione fra me e me, sentivo un sottile fastidio, non imputabile a cause interne. Come un ronzio. Poi ho alzato gli occhi e ho visto: era il calcio, una partita.

Lì è arrivata l’illuminazione. Se gli uomini riescono a creare un business bilionario, mondiale, dietro il quale giustificare la loro voglia di giocare a palla e litigare fino ai settantanni; se ce l’hanno fatta loro a inventarsi le olimpiadi semplicemente per il gusto di elevare la pratica del gnè gnè gnè ho vinto io a disciplina rispettabile e sponsorizzabile; se hanno dovuto inventarsi i tesserini di caccia per fare finta di essere titolati a giocare al ora ti sparo così impari; se sono riusciti loro a nascondere la loro voglia di abbandonare il tetto familiare con la meschina scusa della pesca e delle esche.

Allora, se ce l’hanno fatta loro, che sono assolutamente meno intelligienti delle donne, questo sarà l’anno in cui trascinerò tutte le mie amiche con me a fare le ispezioni degli hotel e ville a cinque stelle, l’anno in cui si ricomincia a bere lo champagne – poichè devo essere sicura di dare ai miei clienti quello che meritano -, che sostituirò “Il titolare del booking” con “La titolare della prenotazione” nel booking form degli Chalet di St.Moritz, che assumerò solo personal shoppers uomini e che smetterò di usare il maschile di default quando devo pensare a un Ceo qualunque. Forza donne, e Buon Natale.