E via un altro bicchiere di Vino del Bolgheri.

Per chi oggi si è distratto: è passato un altro giorno. Non c’è scritto da nessuna parte che domani ci sia garantita pace e prosperità quindi, intonando l’Agnus Dei (qui tollis peccata mundi, dona nobis, dona nobis) si stappa un vino del Bolgheri e si gusta l’uva maltrattata dal sole e dal caldo, ma vicina al mare, sotto macchia mediterranea. Una schioccata di quelle potenti: che terra, che sapore, che gusto di roba bona rimane in bocca. Mi viene in mente che i cinesi mi terrorizzano mica perchè cinesi in sè, ma per quelle che individuano come caratteristiche di successo nell’Occidente: andare al golf, ad esempio, comprare barbie da collezione, Paris Hilton, Zara. Sul perchè mi venga in mente la Cina in questo momento non mi è dato sapere.

A questo punto si tratta di impanare bene la carne col rosso dell’uovo e il pan grattato, di vedere come fare a non appallottolare la besciamella e sperare che il vino basti per tutti i commensali: al solito in casa mia c’è un’agape, dove ognuno non porta nulla e io cucino, senza saperlo fare. Ho notato che il burro Mukki ha un sapore che va bene anche da sè, a lama di coltello, e questo presuppongo mi farà fare un salto in avanti nella definizione del mio libro di ricette, ovvero Come cucinare senz’arte nè parte. Poi, il burro, non è nemmeno roba da usare alla fine, ma è buono.

Facciamo finta che vada tutto bene stasera, Gaia, va. Non mi riesce di rispondere alla tua domanda.