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Juanita de Paola

Eroti-che?

E’ meglio il fratacchione o il saracino? Viaggio fra le immagini nella testa delle donne.

Avra’ ragione Patrizia Valduga, (Io sono sempre stata come sono / anche quando non ero come sono / e  non saprà nessuno come sono / perché non sono solo come sono. Quartine – Seconda centuria, Einaudi 2001), a definirci come qualcosa che nemmeno noi sappiamo-vogliamo definire.

O avra’ forse ragione Rachel Simmons a dire che ci crescono per essere in un modo (femmina) e tralasciano alcuni aspetti fondamentali della nostra umanita’ – e che noi facciamo lo stesso con le nostre figlie, di nuovo inconsciamente -, per cui certe cose sono scoraggiate: parlare forte, correre veloce, dire in faccia alla gente le cose che pensiamo, ad esempio. O forse aveva ragione il satanasso ad usare la donna per strappare la mela dall’albero, perche’ i gatti scivolano e sono piu’ sensuali dei cani, si sa. Fatto sta che l’immaginario erotico femminile, descritto e parametrizato perlopiu’ dagli uomini e’ un conglomerato di banalita’ e bugie, che molte donne perpetrano per sentirsi “ortodosse” in mezzo alle altre donne e, soprattutto, davanti agli uomini. Capisco, perche’ pure io smetto di urlare al vento le teorie su maschi e femmine non appena mi si palesa davanti un mammifero maschio di interesse.

Conventi pieni zeppi di fratacchioni che non vedono una donna da anni, carcerati alti almeno due metri, orde di marocchini (lavati e puliti) assatanati, violentatori che assomigliano a Vincent Cassel, re sauditi con harem interi a loro disposizione: queste sono le fantasie piu’ comuni, di dominio da subire, di menage a vingt-cinq, che non si sposano per nulla con quella che e’ la percezione della fantasia femminile da parte di chi spesso la descrive – gli uomini.

Le donne, timide ma frequentissime ricercatrici di siti porno adatti (SWG ci ha fatto uno studio per Donna Moderna), ovvero siti dove si veda – e bene –  ma dove ci sia un minimo di trama, mettiamola cosi’, rimangono spesso deluse da quello che trovano, sebbene due su tre apprezzino il genere. Infatti si parte in cerca di sottile erotismo, alla Anais Nin, con immagini a fare da corroborante, e si ritorna con le pive nel sacco, per la scontatezza dell’immaginario e delle sequenze  – no, nessuna infermiera con il camice sbottonato puo’ fare da gas per la testa di una donna, suo vero punto g, e ci vuole molto, ma molto piu’ stile. E attesa.

 Gli uomini credono che l’erotismo femminile non si basi sulla vista come mezzo principale, e anche questo e’ falso. Il punto e’ che il genere di immagine che scatena un uomo annoia un donna a morte (Ochei, due cosce aperte, e quindi? Vado dal ginecologo due volte a semestre, non mi sembra una posizione molto eccitante, caro. ) mentre l’idea di vulnerabilita’, di una sessualita’ grottesca dove nulla viene deciso da uno dei partners, di venerazione per il corpo femminile, accendono micce esplosive.

Un’altra bufala e’ che il corpo delle donne sia, anche per le donne, piu’ attraente a vedersi: e’ falso come e’ vero che chi lo ha scritto per primo non era di sicuro una donna, ed e’ una teoria supportata dalle donne solo per vergogna. Se la partecipazione del pubblico femminile allo spettacolo di qualche gagliardo spogliarellista e’ bassa e relegata a qualche otto di marzo da Xanax, le ricerche su google (immagini) delle donne sono ben precise, e non sono sulle mani, mettiamola cosi’.

Il sesso e’ un conto, l’immaginario e’ un altro: nella vita nessun idraulico ha grandi speranze con la figlia della duchessa, non perche’ non potrebbero essere felici (anzi), ma perche’ in questa particolare fase storica il denaro ha il sex appeal piu’ alto presso le donne, mi pare – il che la dice lunga sullo stato di salute della societa’ occidentale. Nell’immaginario si puo’ essere vittime, torturatrici, cieche, zoppe o quello che ti pare, tanto sono sequenze chiuse nel cervello quello di dietro, e li’ se ne stanno buone buone. Vederle tradotte, comunque, rende il tutto meno interessante. E’ un po’ la teoria dei libri che diventano film e, salvo rarissimi casi, sono una delusione.

Non e’ certo colpa degli uomini se ne sappiamo cosi’ poco, alla fine uno va per tentativi, e il silenzio omertoso delle donne non aiuta. Non c’e’ nemmeno una legge che proibisca alle donne di raccontare boiate tipo io se non arrivo al climax non mi sento donna e forgiare cosi’ un altro gruppo di amiche che passeranno la vita a domandarsi perche’ io no?  La gerarchia fra orgasmo esterno (piu’ facile, meno femmineo) ed interno (piu’ appropriato, piu’ femmineo), anche quella, un sistema terrristico per annullare donne con clitoridi troppo grandi o sensibili, per la percezione maschile – e che cos’e’ quello, il competitor del mio willy? Ma siamo pazzi?!. Anzi, a dire il vero, non c’e’ proprio colpa, perche’ abbiamo tutto il diritto di rendere la strada piu’ difficile per scoraggiare i cattivi giocatori, in una delle partite piu’ antiche del mondo. Se poi non fossero tutti trucchi di madre natura per farci venire le fregole e figliare, ci sarebbe quasi da prendere l’argomento sul serio.

Di juanita

50% business, 50% eggs benedict

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