Facebook, diciamocelo, è una democratica merda.

Pocati sta ceppa, avrebbe detto il Gazzini, alle richieste insistenti di pizzicotti, di vampiri e segate varie. Ora, se tanto mi dà tanto, l’80% degli aderenti a facebook, le pagine bianche verticali della rete, hanno la mia stessa sensazione, mentre solo il 10% apprezza il programma per quello che è. Un altro 10% è stato coinvolto senza saperlo, mediante un abuso continuo e consistente della propria casella di posta. Questo fa di facebook una comunità di gente che non ci voleva stare, con qualche assassino che ti copta e ti dice ma ti ricordi di quando al Liceo si andava assieme al bar di qui e di là e intanto ti dice “vuoi essere mio amico” e te dici sì. E poi scopri di essere stato inglobato da una comunità online pro popolo delle libertà o, peggio, simpatizzanti comunità alternative. La verità è che non ho il coraggio di dire “no, non voglio essere tua amica”. Non mi riusciva a dieci anni, ti immagini adesso. Facebook, diciamocelo, è una democratica merda.