Fatti più in là, uh uh.

juanita

Apro facebook una trentina di volte al giorno. Principalmente per andare a vedere cosa fanno i miei ex, se sono felici, ma anche per sbucare fra le persone che mi sembrano interessanti: la mia amica che fa la modella, quell’altra che fa la modella, quell’altra ancora che fa la modella. Mi piacciono le modelle, forse. Raramente mi intrufolo nelle bacheche delle persone perbenino, raramente le frequento: hanno bacheche, e vite, pallosissime. Certo, se si fosse in un bunker prigionieri di guerra, se dovessi affidare mia figlia perchè sono in punto di morte, se fossi presidente di una nazione, sarebbe con le persone quadrate che vorrei interloquire – ma se il Signore vuole non mi sono mai trovata in nessuno dei tre casi.

Mi dedico all’interpretazione errata degli stati d’umore almeno dieci volte al giorno, come i malati ossessivi: guarda che faccia triste, oppure, guarda la faccia ride ma la mano è distaccato. E’ chiaro che non la ama come amava me. Questa sindrome, che gli inglesi chiamano “delusional”, è una via di mezzo fra un delirio di onnipotenza (nessuna è come me – e se Dio vuole, posso sentire qualcuno che lo dice) e una forma affettuosa, infantile, di amore imperituro: io non dimentico nulla, dell’inutile e delle persone.

L’Inglese mi guarda di traverso quando mi scappa la lingua fuori dalla bocca, quando sto in estatica ammirazione delle gallerie “Io e Ciccia in Francia”, oppure “Io e Ciccia in Sardegna”, ma anche “Io e Ciccia dal ginecologo”. Io sono la riprova che facebook è un successo planetario e che la donna media è curiosa come una scimmia di vedere cosa succede a quelli che sono stati i possedimenti. La mia sindrome mi fa anche dispregiare quelle persone (donne) che, quando io ero col mio uomo, dileggiavamo assieme e ora, ora che io non esisto più, sono lì a commentare come se fossero stati amici da sempre, da prima, da di più: nessuno appartiene a nessun altro, nemmeno ora che esisto ancora ma in una galassia parallela: fatevi in là insulse, quella era roba mia.

5 Comments

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    …quella delle persone che dileggiavamo insieme e ora pare che siano sempre stati amici da una vita è splendida, mi ricorda qualcosa

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