Gente che coi sogni ci sa fare qualcosa.

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Vengo da un’altra notte di inconscio agitato, anarchico: lo odio quando si permette di ripropormi tematiche che voglio pensare di avere superato. E invece. La straordinaria imbecillità dell’uomo è in genere proprio questo perseverare, questo dare priorità assolute senza nemmeno verificare se ci siano gli estremi per categorizzare tutto, così. Cerco di tenere lontana da me la follia di una vita decisa a priori individuandone i feticci: il desiderio di ordine, di calma, di approvazione. Cerco di lasciare spazio agli errori che mi verranno rinfacciati, perchè quando ci penso costituiscono i miei ricordi migliori. Cerco anche di andare a letto presto e scrivere tutti i sogni che faccio, per non smettere di essere una persona che si sa guardare con almeno un pò di obiettività: in fin dei conti ho ancora tutti i difetti di prima, anche se faccio finta di niente, li maschero, persino. Che follia. Una soluzione è mettere quelle cose segrete, quei pensieri più veri e intensi, dentro una scatola di legno piccola e ruvida, tenerla lì in mezzo alle cose di ogni giorno per farla confondere meglio, e riporci dentro i sogni veri, inconfessabili, che ci tengono vivi. Qualcuno, con quei sogni, ci fa qualcosa: ci scrive una canzone, come Scott Matthews, ci fa slam, come Fabien Marsaud, ci dipinge il muro, come Banksy. A noialtri, la speranza di incontrarli e rubargliene un pò, di quella magia.