Giovani picchiatrici.

Un giorno di esasperazione come molti altri, mi ritrovai in una selva alta, che la diritta via era smarrita. Ero con le mie amiche russe, mi stavo riguardando l’agenda del 2009 e scrivendo gli impegni con le pennine nuove. A un certo punto mi scappa mi fa male il bicipite destro, ieri ho fatto a botte con Erin. E un’altra ragazza dice ma lo sai che io il mio fidanzato siamo finiti all’ospedale, uno su un piano e uno su un altro? E io, ah si. E lei mi sorride, ci siamo intese: sui perchè, sui percome, sui non ne ho più voglia. Pensando che un corso di judo mi permetterebbe di usare anche i calci, e per nulla pentita di avere lanciato un ridicolo attacco a Erin – che è venti centimetri più alto di me – , comincio a indagare, scoprendo un universo di picchiatrici. Che non contraggono depressione da convivenza, bensì allenano muscoli con schiaffi volanti della portata di una contraerei. E chi l’avrebbe mai detto.

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