Il Papa e le famiglia allargate.

E’ vero quello che dice mia sorella, che questo Papa dice le stesse cose di quell’altro prima, solo che Woitilaccio era simpatico, e questo non si guarda in faccia. E’ vero che chi crede è giusto che voglia bene al suo capo spirituale, come è vero che nonostante io non condivida una jota del pensiero di Ratzinger, si tratta  a detta di molti di un fine pensatore ed un grande fedele. E’ vero pure che la mia vita e quella del Papa sono molto diverse: io non parlo da un balcone e se lo faccio nessuno mi ascolta, al limite mi tirano una ciabatta o chiamano il 118; la mattina mi alzo prima per preparare la colazione a tutti, compresa me stessa, perchè senza caffè non carburo; accendo il boiler per la doccia dello studio, rimetto in ordine tutto, specialmente se la sera prima c’è stata una cena. Lavo i piatti. Preparo borse e borsine per l’ufficio, la scuola, gli appuntamenti eccetera. A sera torno a casa e attacco il doppio turno: lavori di casa, mamma presente e disponibile, compagna pronta a un qualunque dialogo, compatibilmente col collasso comatoso delle palpebre.

Non sono mai stata (ancora) Cardinale, non ho vissuto in Vaticano, ma ho come l’impressione che le nostre vite non abbiano nulla in comune: non ce lo vedo Ratzinger in pantofole al mattino che prepara il caffè. Non lo vedo a contare le risorse, frigo e banca, per vedere di organizzare tutto perbenino. Non lo vedo nemmeno correre da un posto ad un altro con i capelli unti appiccicati alla fronte per il sudore: con tutto il rispetto, un capo spirituale ha una vita che è assai più rilassata della mia. Forse più sofferta, sicuramente più profonda, incredibilmente più interessante, ma meno disfonica, non minacciata dagli orrori della quotidianetà, fra cui compresi persino i partners allargati e i figli non partoriti. Io mi sono presa in dote un cane (morto quasi subito) e una ex moglie straordinari, cui voglio sinceramente bene. Non mi sento sminuita agli occhi del Signore per avere creato un nucleo anomalo, anche Cristo era anomalo e tirava le seggiate ai farisei, nè colpevole di stare creando qualche mostro. Eppure questa persona mi dice che forse mia figlia sarà distrutta dalla mia situazione? Ma speriamo proprio di no, perdio, se lo fosse sarei disperata anche io. Venga a trovarmi herr Ratzinger, che alla fine lo diceva anche Gesù che siamo tutti ma proprio tutti uguali, e anche se qui nessuno ha affrescato cappelle qui c’è vino per tutti, una parola per ognuno e la capacità di pigliarsi così, deboli e brutti come siamo. Lei è sicuro che a casa Sua vada tutto meglio di così?