La dea bendata.

Si cresce con la convinzione che se si è buoni la sorte, Dio, ci saranno gentili e se siamo cattivi andiamo all’inferno o, peggio, in prigione. La realtà è molto diversa: se si è gentili come angeli ma si abita in una regione predisposta ai terremoti ci sta di vedere crollare il tetto su uno dei nostri figli, se anche si è degli ottimi diavoli, dediti alla casa e alla famiglia, niente impedisce che l’ira di un assassino, di un pedofilo o di qualche altro umano che abbia perso la strada si accanisca proprio su di noi e sulla nostra famiglia. Come pure è vero che se siamo degli assassini o mr Banana è possibile che ci mettano nel programma protezione o al Governo. Quindi, indicando l’insieme di tutti i fattori che possono modificare la nostra vita con il nome di dea bendata, è molto possibile che essa non ci sia punto benevola quando siamo bravi oppure che ci faccia un bel regalino quando stiamo frodando lo stato, facendo cacare il cane senza paletta o riscuotendo una pensione di invalidità senza diritto.

Questi sono gli uomini, questo è quello che ci tocca in sorte: qualcosa. E noi, che accendiamo le nostre candele nelle nostre chiese senza chiederci perchè non bruciamo gli incensi nel nostro tempio, siamo geneticamente tarati per crearci convinzioni che ci allietino l’esistenza. Fra queste la più pericolosa: che ad azione di tipo A corrisponda reazione di tipo B. Ho capito, come molti altri, che ogni minuto che ci viene dato è una gioia infinita, è il senso stesso del vivere, e va onorato. Abbiamo imparato che quelli che abbiamo attorno potrebbero sparire: perchè se ne vanno, perchè cessano la loro vita o perchè la terminiamo noi, e quindi vanno goduti, perdonati, sbatacchiati, vissuti.

Questo anno mi ha anche insegnato che nulla si rischia con quelli cui non si vuole molto bene, ma con gli altri, i nostri cari e i nostri amori, il rischio di un dolore che brucia è latente. Fare finta che la possibilità di una delusione o di un abbandono non esistano è da pazzi e smemorati, ma fa parte del gioco: siamo le creature più adattabili del’universo, nel bene come nel male. Quindi la mia preghierina per oggi è un ringraziamento, per esserci ancora, per avere tanta salute q.b., per avere attorno a me le persone che vedo ogni giorno. E per il flute di champagne che mi sto versando, siamo in area prepranzo.