L’altra metà o semplicemente mezza chiappa?

Ho sempre scelto con cura i miei uomini, utilizzando un criterio unico: dovevano non piacere a mia madre. Non che gliene abbia presentati più di due, ma io sapevo perfettamente la faccia che avrebbe fatto se le avessi fatto conoscere (anche solo vedere) gli altri: uno era grasso come una palla e faceva battutine sarcastiche, l’altro era molto comunista però poi il conto lo pagavo io, quell’altro ancora credeva di essere Jim Morrison e spesso e volentieri si isolava senza rispondere a nessuno. Coglioni, insomma.

Il punto è che gli uomini con cui un matrimonio o una relazione può durare sono di due tipi e di due tipi soltanto, ovvero l’altra metà della mela o un demente. La prima categoria raccoglie individui di pregio come disgustosi, che ci completano. Sono le unioni più belle, quelle che rimangono salde nel momento di gioia e nel buio più nero, quelli che si vogliono bene a prescindere dal possesso, e che sanno ridere assieme. Le percentuali che una coppia si formi sotto la stella della metà è praticamente quasi nulla, tant’è vero che quando succede è veramente un evento grandioso.

Il demente, invece, prolifera. C’è un’altissima probabilità che anche il tuo, di te che stia leggendo, sia un compleot imbecille, il cui unico pregio è stato quello di riempirti di complimenti al momento giusto e farti sentire qualcuna, dopo anni di ombra dietro la tua amica con personalità, quella col fisico da Victoria’s Secret, la cugina americana e così via. Passata la fase dell’ormone al naso, però, non ci sono stati più argomenti – nè complimenti, e probabilmente questo è il minuto in cui ti ritrovi con prole e lui che va a giocare a calcetto (e certo, ci mancherebbe).

Tutto questo è balenato nella mia testa pochi giorni fa, quando pensavo al mio futuro, a dove andrò a parare, a quale coppia deciderò di essere: voglio che sia come un film, almeno per dieci anni. Voglio che lui rida e mi faccia felice q.b., che sia un buon padre per la mia piccina e che ogni tanto decida di fare una camminata con me. Se possibile, vorrei anche che pagasse il bollo della macchina, ma ora non esageriamo. Non posso accontentarmi, a costo di diventare zia Juanita per una serie infinita di persone, solo perchè all’orizzonte non si vede nulla di buono. Ecco, è lì il punto: cerca la tua metà, e forse trovi un buon demente. Ma se parti con l’idea del poveretto, dove arrivi?

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