Lasciati. Ti supplico.

Juanita de Paola

Quando le amiche si lasciano c’è da sfregarsi le mani: iniziano una serie di appuntamenti assistiti cui sarebbe impossibile, immorale, dire di no. Il tour salvifico si svolge  fra una trattoria e un luogo deputato a pre-cena, passando per i ricordi che non si vogliono più avere e la bramosia di costruire le memorie di dopodomani. Le amiche sveglie si lasciano difatti verso i quaranta, appena prima di soffocare in un matrimonio che arriva come una condanna a morte dopo un fidanzamento di decenni, appena in tempo per potersi infilare ancora in qualunque luogo senza sembrare casi disperati, e divertirsi come mai prima. Le amiche davvero furbe, invece, vivono da sole in qualche piazza storica, con un appartamento di due metri quadri resiliente ai figli.

Si spera nel profondo che la settimana della lasciata (o lasciante) sia stata misera, che l’amica abbia ceduto alla corte di qualche rimasuglio umano, tanto perchè così i racconti si faranno più interessanti e l’orario di rientro sarà posposto di almeno due ore – ma come facevo a tornare, non hai capito, è stata con Coso, sì, quello che ha l’alitosi, è di-spe-ra-ta. Si inizia con i preparativi il sabato pomeriggio: guanto di crine, spazzola, sbiancante per i denti e qualche sigaretta fumata sulla tazza (finestra rigorosamente aperta), salvo spruzzare Aria Profumosa da tutte le parti e mascherare l’orrido tabacco. Orrido per gli altri.

Fascia in testa, crema ammorbidente,  vasellina su naso rotto dal raffreddore e bocca stragiata dalle espressioni preoccupate, si raggiunge così  l’apice dell’intrombabilità: mostrarsi in questa foggia è un’assicurazione a vita di riverginismo, ed è per questo che la mostro volentieri. Capello Bisunto sarà l’ultimo indiano ad essere eliminato stasera: sarà preceduto da Ascella Tonante, Ruga Molto Preoccupata, Stomaco Dolorante e Pelo Irsuto. Stamattina al ritiro degli esami finali avevo le mani sudate e non riuscivo a parlare. Pensavo ai Pink Floyd, mi pentivo di non averli amati abbastanza. Pensavo anche a Bob Dylan, l’unico amico cui mi sono aperta in questi mesi di angoscia. Sono uscita piangendo di gioia, non tanto perchè le analisi erano a posto, quanto perchè la mia amica Bibi si è lasciata, e stasera ci vediamo.

6 Comments

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