Le mie nemiche adorate.

Non sono tanto gli amici a definirci, quanto i nemici che ci scegliamo. E tanto piu’ accuratamente selezioniamo i secondi, sappiamo quello che non siamo, tanto meglio sara’ per la qualita’ della nostra vita; le persone che non si schierano, infatti, molte volte si ritrovano a meta’ del cammin della vita con pive nel sacco, meta dispersa ed energie sprecate. Non e’ detto che individuare il feticcio dei propri difetti, il nemico che li incarna, sia fonte sicura di benessere e consistenza, ma e’ almeno un buon inizio.

Lo scopo di avere un nemico e’ combattere quello che rappresenta, ovvero le nostre parti peggiori che vivono fuori di noi. Con un nemico si puo’ persino accordarsi, in caso non si riesca a nuocergli – e a proposito di questo mi tornano in mente le parole del saggio Augusto, non l’imperatore, che mi disse una volta “tagliagli le gambe, che non si possano rialzare, o non provarci nemmeno”.

La mia nemica sa come arrivare al cuore degli uomini in maniera veloce ed effettiva, sta divinamente in un bikini azzurro e sa indossare il rossetto rosso con grazia. Talvolta e’ una donna che e’ talmente sicura nelle sue posizioni da risultarmi indigeribile, oppure – peggio – e’ una pasionaria. La mia nemica sa come tagliare le gambe alle sue controparti e maneggia i colori pastello, i sandalini e pure i gioielli a forma di animaletti. Conosce le ricette che non riproduce personalmente ma raccomanda alla sua filippina. Si e’ sposata dopo diciotto anni di professional training da parte di sua madre. Non ha bisogno di lavorare. Si mette gli stivali con la zeppa come se non contasse nulla, come se non sapesse che sono scarpe da ballerina di Lap Dance. La mia nemica non sa quello che le succede attorno, ma se lo sa fa finta di nulla.

Io sono tutte queste cose, anche?