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Juanita de Paola

Mangiar bene in Toscana.

Maledetto figlio d’un cane: perchè mi dai una zuppa a venticinquemilalire?

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Mangiare bene in Toscana, un pò come vestirsi di bianco alla prima scottatura o comprare oggetti inutili solo perchè costano 1 euro, è un’azione che ti si può ritorcere contro. Consigliare infatti un buon ristorante a prezzo ragionevole, con un buon vino della casa è molto più difficile di quanto si creda; se poi lo devi fare di mestiere e il tuo cliente si trova nel Chiantishire, dove lui crede che i crostini si trovino nell’orto e i pici al tartufo siano un frutto spontaneo, dove è convinto che facendo un buco in terra il Sangiovese in purezza sgorghi a litri, allora sono affari seri. La verità è infatti che mentre gli ingredienti sono impagabili, nella trattoria media si mangia male, malissimo, si viene serviti peggio e ti tirano le seggiolate nella schiena al momento del conto, quando una fetta di pane con un pò di pomodoro a pezzettini ti costa fino a cinque euro, dico, diecimilalire, per un tozzo di pane. A quei farabutti che ti ripropongono la farinata di cavolo a ventiquattromilalire verrebbe voglia di chiamare il Nas e fargli una sorpresa. Pochi, ma buonissimi, indirizzi tengono alta la bandiera della cucina povera nostrana, per me quasi pratica religiosa, e fra questi si possono mettere le Maschere di Montecatini Alto, la Tana del Lupo di Scansano, La Bottega del Cacio di Bagno Vignoni, la trattoria del Minatore di Chiusdino e qualche altro eroe che non si nasconde dietro la bandiera. Ho tralasciato il vino della casa, sul quale misuro la qualità delle bettole d’oro ancora prima che dalle portate e dal servizio: per quello buono bisogna spostarsi nel sud della Regione, col rischio che altrimenti ti diano una zolfata di Montecarlo o un novello, oibò, zuccherino. A questi signori, che credono che chiamare un brodo acquacotta sia sufficiente per spellarci, bisogna ricordare la parabola del Sud della Francia, dove a forza di dire che è un posto esclusivo e per ricconi bohemienne, a forza di alzare il mattone a 50.000 euro al metro quadro, badalì, si sono riempiti di russi della prima ora, con tutto il rispetto per quelli dalla seconda (ora) in poi.

Di juanita

50% business, 50% eggs benedict

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