Mi arrendo.

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Mi arrendo: l’estate ha degli attimi di grazia. Cioè non è solo quell’ orrendo lasso di tempo che ci mette la primavera a trasformarsi nella stagione regina, l’autunno, ma presenta in sè qualche convenienza. Ad esempio:
1) La mattina il sole batte lieve ma potente; per me che tutti i giorni come gli svizzeri con l’alzheimer percorro tutto il parco a piedi per andare in ufficio, è un’epifania di verde germoglio tenero, un effluvio di odorini buoni.
2) Il vento, col caldo, fa diventare tutti più belli.
3) Ci sta che il sole cocente bruci tutti i ripetitori, di modo che io, forse, sia isolata dal telefono per giorni e giorni.
Ecco.