Misurare le parole.

A forza di esagerare la forma di contenuti regolari, nel senso di non eccezionali, abbiamo imparato ad usare parole forti come odio, amo, detesto, adoro in un modo preoccupante. Odio chi si mette le gonna corta dopo i trenta. E perche’, che t’ha fatto poverina, che c’e’ da odiare? Nemmeno la gonna fosse fatta della pelle che ti ha strappato?  Adoro i pomodori datterini. Ti ci vuoi sposare? Detesto la frangia. Insomma, certe volte vale la pena non esprimere un giudizio sulla frangia, magari, invece che infarcirlo di sentimento per essere meglio ascoltati. Non credi, vicina di casa che odia chi entra nell’androne con le scarpe bagnate?