Mostri

In treno guardo tutti attorno e vedo lei, sformata, con l’arcata dentaria a punta e problemi di assestamento zigomi, la fronte naturalmente accigliata e piena di peletti da neonato. Ha una borsa di quelle da sqaw, con i ricami colorati. Mi rigiro. E poi mi rigiro, guardo i suoi genitori per vedere se quei tratti così brutti sono stati ereditati: no. Non sono due adoni, ma hanno pezzi normali, un viso normale, proporzioni umane. Riscorro la giovane donna, ha le gambe minuscole, incrociate e magrissime, i piedi in dentro. Le manine sono di quelle lunghe ma con le dita corte. I genitori sono felici. Inizia a parlare e non riesce a tenere la lingua al suo posto. Mi rigiro. Anche quello davanti a me la sta guardando, quindi provo a smettere per non farla sentire osservata. Mi rigiro un’altra volta, aspetto che il giovane militare si eclissi sul finestrino per riprendere a osservare.

Le immagini dei suoi primi piani scorrono con il paesaggio che cambia da Pistoia a Firenze, e lei è sempre lì, è un mostro, si dice così. Non è brutta, è deforme. E se io fossi così? Che succede nella vita di una persona così? Provo a immaginare, perchè sarà già chiaro che vorrei avere una bacchetta magica, un filtro di bellezza eterna, da darle. Mentre mi trovo a pensare queste cose penso che forse il mostro sono io, ma non c’è davvero cattiveria in quello che penso, quello che dico. Uno può fare finta di essere una persona che fa le sue cose nella vita e che questo gli basti, perchè questo è un sistema che allontana la follia e pure il dolore. Ma invece nel villaggio vacanze pianeta umanità ci hanno messi tutti assieme. Se qualcuno avesse voluto per noi un destino fatto di verbi al singolare c’è così tanto spazio nell’universo che avrebbe potuto piazzarci ognuno su un pianeta. Non è così.

C’è rimedio per una cosa così? C’è amore per una donna così? C’è un uomo innamorato di una così? Mi giro e riguardo il militarino che mi guarda come dire, hai visto com’è brutta, e mi rigiro verso il finestrino. Quella donna siamo tutti, solo che a lei gli è andata male con quella faccia. Vorrei fra dieci anni rincontrarla e vederla con suo marito e dieci figli uno più bello di un altro. Sarà dottoressa in qualcosa, perchè sta andando alla sua laurea. Io, invece, sto andando in pasticceria.

1 Comment

  1. ig

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