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Stiamo andando verso un futuro di comunicazione diffusa e democratica, a dispetto del peggio quotidiano dei social. Andiamo verso gli orti in città e sul tetto, la multiculturalità, meno soldi ma tenuti nel cloud, verso la condivisione delle risorse. Gli analisti ed i banchieri così come li vediamo stamani, quelli che rimettono a posto tutto facendo finta di non avere debiti con i propri clienti, diventeranno come l’elenco telefonico: qualcosa di cui, all’improvviso, nessuno si ricorda più, sostituito da un’app. Così pure le patologie comuni si individueranno accostando il telefonino al corpo e la genetica ci aiuterà a vivere più a lungo – e se il progresso funziona come ha sempre fatto, probabilmente per sempre.

L’uomo politico diventerà utile alla comunità oppure non politico, pleonastico, perché la comunità piano piano si sta conquistando accesso immediato all’informazione; non manca molto al giorno in cui conti, programmi ed azioni diventeranno chiari, consultabili, giudicabili, senza che nessuno possa cavalcarli e stravolgerli per accaparrarsi la furia degli ignoranti, quelli che odiano a prescindere perché sono arrabbiati con il mondo che non capiscono. 

A quelli che ce l’hanno con le tecnologie, con i selfie, con gli sticks, con il telefonino, con il computer e la modernità, auguro un’epifania: i mezzi non sono mai stati il fine, ma con i mezzi ci siamo portati fuori dalle grotte e guarda dove siamo arrivati, nonostante tutto. L’uomo che ha inventato il fuoco e Tim Berners-Lee hanno fatto la stessa cosa: ci hanno traghettato verso il futuro, ci hanno allungato la vita, ci hanno regalato un passo la cui falcata ancora si protrae energica e vitale. Necessaria.

Dispiace (molto) non esserci poi, ma è incredibile esserci ora, nel momento storico in cui con una connessione internet ed un telefonino si può diventare rilevanti per l’umanità intera ed il suo futuro. Sogno un mondo cablato per tutti, equo almeno nella gestione delle risorse e degli accessi alla cultura, dove ognuno può decidere per il suo futuro senza dovere aspettare le briciole delle cene di gala di una Charity. Se dovessi scegliere fra essere lasciata su un’isola deserta con connessione internet e un’oasi con ogni bene e comodità ma senza accesso alla rete oggi non avrei dubbi. Oltretutto devo anche dimagrire.

juanita

50% business, 50% eggs benedict

28 Replies to “Peccato non esserci”

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