Perdere il momento giusto.

Pensa che ti ripensa, le mie idee si perdono nell’aria. Non e’ che io mi misuri con argomenti da Sergio Romano, non ne ho i mezzi, ma nemmeno sono un’imbecille di binda, diciamo. Conservo un certo ottimismo, ancora, e perdo ogni buona volonta’ solo quando qualcuno mi fotte sul lavoro – e questo capita spesso. Un po’ perche’ non sono chiara abbastanza, e un po’ anche perche’ sono femmina, in un mondo lavorativo dove tutto finisce in “o”: amministratore delegato, CEO, brokeraggio, mettere a rendimento, e cosi’ via. Certi uomini credono che invitare una donna in una sala vip sortisca su di essa lo stesso effetto del veleno della vedova nera, ovvero che le blocchi il sistema nervoso e le apra le gambe per sempre. Certi altri sono cosi’ impegnati a cercare di annullare la differenza uomo donna che fra un po’ ti ruttano in faccia ai pranzi di lavoro. Ma insomma, a forza di controllare i comportamenti, si finisce per perdere i contenuti quelli veri, a mancare il momento giusto, e tutto diventa una farsa. Io, d’altronde, sul perdere il momento giusto, ci ho costruito un’esistenza.

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