Piccolo testamento

Ho mancato la carriera da rock-star, non ho pubblicato un libro e non ce l’ho mai fatta a scendere sotto i sessanta chili. Nel frattempo mi sono capitate due o tre cose di quelle che non ti sconvolgono la vita, sono la tua vita, così ho deciso di fidarmi, di accogliere la serie di eventi che costituiscono il mio passaggio su questa terra, il micro ciclo Lunedì Venerdì che si propaga per enne settimane, mesi, anni. Ho optato insomma per essere grata per tutto quello che capita se questo non comporta malattia o morte come unica scelta possibile e decente.

Ho imparato che ci si abitua a tutto e poi ci se ne dimentica addirittura. Al punto che avere un solo polmone, faccio un esempio, certi giorni diventa assolutamente secondario rispetto a non trovare lo yogurt alle ciliegie – che vuole dire finito? Non ne ha in magazzino? Ma è scemo?

Ho imparato che per guadagnare bisogna perdere e che quello che un giorno ti piace moltissimo dopo un po’ ti fa schifo. E viceversa.

Le persone che amiamo qualche volta prendono decisioni poco intelligenti: amare qualcuno significa forse lasciargliele prendere rimanendo un passo indietro, discretamente, come un cuscinetto silenzioso di salvataggio, per quando le conseguenze battono il colpo.

Il destino, il Divino, hanno strani metodi per ricordarci di vivere, e fra questi il più divertente sono le nostre pianificazioni a lungo termine: salvo pochissimi sfigati, i piani di gioventù finiscono in dimensioni parallele, così ci si deve interfacciare con roba assurda, tipo i rigidissimi calendari scolastici inglesi o le scarpe comode, convivenze più o meno divertenti, una mancanza cronica di tempo e sonno, tutti elementi che aprono porte inaspettate su mondi nuovi, da conquistare.

Mi piacerebbe tornare indietro non tanto (e solo) per potere prendere decisioni diverse ma per invitarmi ad essere meno calvinista, meno seria, sebbene questo sia assolutamente irragionevole: ci ho messo quarant’anni a diventare quello che sono, qualunque cosa esso sia, e lo devo principalmente all’avere mancato la mira per tutto questo tempo. Ma insomma avrei potuto andare al mare più spesso, avrei potuto vestirmi con grandi cappelli che mi piacciono molto e persino avere fatto l’Erasmus o Yoga. Sarà per la prossima.

Quello che ho imparato, quello che ho sbagliato, però lo posso riassumere in poche righe, e quello sì che sarebbe bello spedirlo alla me di dieci anni fa. Questo non è ancora possibile purtroppo, posso solo lasciarlo come un piccolo testamento in rete, per chi passi e abbia voglia di leggerlo, e soprattutto per uno dei miei grandi amori, probabilmente il più grande: lei, l’evento meno aspettato nella mia vita di ragazza la cui email iniziava con “erode”. A lei, che è la parte più importante di me perché è l’unica che ho dato via con fatica e non ho mai richiesto indietro con gli interessi.

Piccole regole per partire e poi dimenticarsele

  1. I soldi non fanno la felicità. Non per un secondo. Non per una vita. Ti prego di non sprecare tempo a confutare questo argomento, non a voce e non a fatti.
  2. Stai lontana da quelli che si indignano e chiamano l’intervento del Governo, delle Nazioni Unite, del Diritto dell’Uomo quando non gli svuotano il cassonetto della spazzatura, quelli che quando qualcun altro acquisisce un diritto non ne sono contenti, quelli che i puntini-sulle-i valgono più di quello che si sta dicendo davvero: questa è la feccia dell’umanità, quelli che non solo non cambiano mai le cose, ma covano quasi sempre segreti luridi mentre puntano il dito.
  3. Onora quello che ti mettono sul tavolo come se ogni volta fosse l’ultima, non comprare mai nulla di più di quello che ti serve: buttare via la roba da mangiare, possedere più di quello che ti serve, è da cretini, non solo, è un atto irresponsabile. Non dico ogni volta, ma insomma pensaci bene.
  4. Controlla le etichette: i colori, la vernice, la roba che inizia con un numeri, non è roba che si mangia. Già che ci siamo: non ti drogare, noi non abbiamo quel tipo di fisico.
  5. Non fare l’abbonamento al treno, tanto appena l’hai fatto – se sei fortunata – ti tocca traslocare o devi comprare la macchina. Non fare nessun abbonamento in genere, portano rogna.
  6. Prendi gli antibiotici se stai male e non li prendere se stai bene. Fai quello che dicono i medici, se l’aspettativa di vita si è alzata così tanto non è perché l’occidente ha scoperto il Quinoa.
  7. Non ce l’avere con me o col tuo papà, è vero che avremmo potuto essere migliori, ma avremmo anche potuto essere peggiori. Cerca di capire che sei passata da noi ma non è che ci abbiamo potuto fare più di tanto, insomma, tu eri già tu quando sei nata, noi abbiamo solo evitato che tu soffocassi, morissi di fame o di freddo e, credimi, a questo mondo è già tantissimo. Ti amiamo come niente altro o nessuno al mondo, se non l’hai capito avevo ragione io quando dicevo che avevi il carattere di tuo padre.
  8. Se non ti va, non lo fare. Se non ti garba, non ci stare. Se qualcuno ti tira uno schiaffo tiragli una pedata, scappa e fai (molto) rumore. Ti prego anche di fare un corso di difesa personale: alcuni uomini, specialmente se paurosi, hanno strane idee sulle donne e, se corroborati da una religione particolarmente aggressiva in questo senso, ci possono fare cose orribili. Mamma è scampata a qualche disavventura davvero spiacevole, ma non tutti sono così fortunati.
  9. Se rimani incinta per sbaglio ti chiedo di non abortire, non perché questo sia qualcosa che non puoi fare o che tu non abbia il diritto di fare o che qualcuno ti possa impedire di fare, ma perché l’idea di un cosino che abbia la tua faccia mi riempie di gioia e lo tengo volentieri io. Se poi capita, siamo qui e ti adoriamo a prescindere.
  10. Ascolta buona musica, suona qualche strumento, canta a squarciagola con gli amici: la musica è una cosa meravigliosa, non la sottovalutare. Sii generosa. Sii umile. Balla ogni volta che ti va, vestiti come ti pare e, soprattutto, falla poco lunga.

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