Quelli che fanno beneficienza.

Quelli che sanno solo dare non sanno cosa si perdono nella vita.  A dire la verità, bisognerebbe essere equanimi, ed essere veri: quelli che sanno solo dare sono delle grandi persone, dei grandi esseri umani, solo che manca loro il cinquanta percento della loro stessa umanità, e stiamo qui a discutere proprio di quella (che sfiga). L’arietta gentile di chi dona volentieri, ma mai si sbraca davanti ad un amico o, meglio, un conoscente, è come un buon packaging che contiene una cacca di cane: impeccabile, ma inutile. Ne conosco a centinaia di questi donatori seriali, gente che è seriamente convinta di essere unica, irripetibile, che vive una vita d’inferno eppure tragicomica: fanno la beneficienza, devolvono l’otto per mille, danno un euro al negro fuori dall’ipercoop, procurano lavori per poveri e invitano a cena solo gente che è disperata, in condizioni terminali, momentaneamente tagliata fuori. Questi stessi paladini si ritrovano dopo anni a chiedersi come mai quella determinata persona, che ‘l’ho tenuto un casa quando tutti lo schiafavano, e cosa ha fatto per me.. nulla! Ma guarda che ingrato’. Ebbene, quella persona si è solo resa conto delle cose, ha capito di essere stata oggetto di carità pelosa, di bisogno. E ha lasciato perdere. Questa gente non sa che si perde: la stretta di mano di qualcunaltro, che non necessariamente ha i mezzi di aiutarti, ma che ti sa ascoltare, che per venti secondi ti vuole pure vedere felice, desidera il tuo bene, perchè: perchè sì. Questa gente ero io, un pò di tempo fa.