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Juanita de Paola vita piccola women

Ricordi o pippe emotive?

Come dice un mio nuovo amico, “non si può frequentare troppo assiduamente il tempio della nostalgia”. Proprio non si può.

Solo quelli che sono peggio di noi ci consolano nel viaggio verso la maturità: quelli che sono rimasti appigliati ad un’età fra i sedici e i trenta e non si sono più mossi, quelli che si sono rifiutati ad un certo punto di aggiornare il sistema operativo, quelli che hanno cominciato a farsi quelle domande che ti emarginano dal resto del mondo – quelle sull’utilità assoluta di certi atti e certi intenti, che poi effettivamente apportano poco, nulla, alle nostre vite. Loro sono quelli cui possiamo guardare con pena pensando che orrore, avrei potuto diventare così. Loro, viceversa, ci guardano con disgusto: perchè mai dismettere i panni della giovane peperina o del piccolo viveur finchè il corpo regge, rimuginano fra loro?

Il pensiero di contare per questo universo tanto quanto una bicicletta per un pesce non mi ha mai entusiasmato, dico la verità, ma prenderne atto è stata una liberazione: sono sicura che nessuno si suiciderà se fra dieci anni sarò una palla di lardo, se morirò all’improvviso o se diventerò pelata. Tutto continua, così, come se fossimo fili d’erba sotto i passi veloci di un bambino, e forse conviene fare come le margherite che si piegano e poi tornano su, un pò malconce ma sempre “vive”. Sono anche sicura che il valore della mia vita, quello che gli dò io, superi di misura quello del borsino lassù nell’alto dei cieli, ed è per questo che io devo essere il primo difensore infaticabile del suo svolgimento in direzione extraordinaria.

Quindi ho accolto con un certa tenerezza la mia tiroidite cronica e gli altri acciacchi, tipo che se mi sto lavando a sedere sul bordo della vasca e mi giro di scatto per pigliare la lametta (già che ci siamo tagliamo peli a destra e sinistra, noi, plurale maiestatis) mi si stira qualcosa che fa un male boia, e ho anche necessità di camminare dopo l’ufficio perchè se no mi si gonfiano i piedi. Ho anche appurato che le guance tendono nel tempo verso il basso come un piccolo basset-hound, ma tutto sommato tette e culo stanno ancora su: posso rimandare l’uso del burqua a qualche annetto da ora, mi pare. Poi mi troverò un bel beduino, cui piacciano le donne un pò pingui.

Tutto sommato, non c’è nulla che ci possa fermare a parte la morte, e la peste purulenta coglie quelli che si fermano dentro una fortezza invece di riprendere il cammino. Ci vuole aria fresca, che non è detto che sia anche solo rigenerata spalancando una finestra nuova. Ma, come dice un mio nuovo amico, “non si può frequentare troppo assiduamente il tempio della nostalgia”. Proprio non si può.

Di juanita

50% business, 50% eggs benedict

2 risposte su “Ricordi o pippe emotive?”

You really make it seem so easy along with your presentation however I to find this matter to be really something which I think I might by no means understand.
It sort of feels too complex and extremely large for me.
I am looking forward on your next publish, I will attempt to get the hang of it!

Today, I went to the beach with my kids. I found a sea shell and gave it
to my 4 year old daughter and said “You can hear the ocean if you put this to your ear.” She put the shell
to her ear and screamed. There was a hermit crab inside and it pinched her ear.
She never wants to go back! LoL I know this is entirely off topic but I had to tell someone!

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