Sbrodolarsi nella stanchezza.

Quello che gli uomini non capiranno mai, è la gioia sana che le donne hanno nello sbrodolarsi nella sofferenza, nella stanchezza, nel maledetto fare niente. Difatti, non la capiamo neppure noi, eppure è cosa sana, si sa, si sente, va fatta: stazionare sedici ore su un divano con la faccia di chi ha appena preso cazzotti nel naso è cosa buona. E’ momento di pancia all’aria, come i cani piccoli fanno con i cani grandi, è momento di rimbruttimento che precede un nuovo gradino di consapevolezza e di bellezza – ovviamente non parlo di stati dolorosi di depressione e/o eventi tragici, parlo dell’addivanamento senza particolari cause. E loro stanno lì, ti girano intorno come iene alle carogne, cercano di farti sentire in colpa per non essere lì bellina pronta a uscire e fare, dire, baciare, lettera e testamento. Ebbene: fottetevi, nessuno vi viene a dire di dipingere la facciata durante la Coppa del Mondo, fate altrettanto quando siamo in estatica contemplazione di noi stesse e della nostra sfiga.

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