Sottogamba.

Nella mia infinita autostima mi capita a volte di pigliare sottogamba persone di grande riguardo, intellettuale sicuramente, e di volere subito dopo sbattere la testa nel muro per la vergogna. Mi sono ritrovata qualche volta a spiegare cosa si fa in un battistero ( e cosa ci fa, un battistero, la’ dove sta) a qualche incolpevole professore di Arte con specializzazione in battisteri. Ho cercato di convincere un enologo che stava bevendo un Sangiovese e difatti si trattava di un Sirah. Ho anche espresso commenti sullo stile di Dante con la professoressa Mannori, che mi dette una sequenza di quattro e mezzo per una intera stagione. Cosi’ con Domitilla Biondi, che cercava una traduttrice veloce per la sua news letter, mi propongo con la mia solita nonchalance alla Alberto Sordi, inviandole un testo non solo tradotto liberamente, ma pure male – tanto, penso, se lo chiede in questa sede non ci deve capire nulla -, il che richiede tante palle, specialmente se una non e’ traduttrice ma parlatrice sciolta di lingua. La Domitilla mi inchioda, rigo per rigo, e non riesco a trattenere le risate davanti a ogni parola feroce che non solo e’ ben motivata, ma anche gentilmente posta. Ben mi sta.

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