Storie di primi appuntamenti.

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Il primo appuntamento e’ la sede politica in cui si decide se fare il concordato – ci rivediamo -, il contratto – ci mettiamo assieme -, o l’internamento psichiatrico – siamo fatti l’uno per l’altra, sposiamoci. Per quanto la societa’ contemporanea ci abbia disimparato l’arte del decidere, ora e subito, e dell’assumersene le conseguenze, la verita’ e’ che dentro di noi sappiamo perfettamente come una storia andra’ a finire dopo due minuti di frequentazione: lui, come mangia? Come si muove? Puzza? E’ un gay che deve ancora venire allo scoperto? Ha nominato sua madre sedici volte in mezzora? Queste non sono domande conscie, cio’ non vuole dire che una donna non se le ponga affidandosi al suo tesoro piu’ prezioso: lo stomaco istintivo.

Ci sono donne che pescano maschi solo all’interno di un circolo sociale predefinito (dalla madre), e si espongono quindi a rischi abbastanza conosciuti, atavicamente dico. Altre, come la sottoscritta, hanno tentato la fortuna con vari tipi di biscotti, trovandosi in situazioni paradossali. Ad esempio.

  1. Appuntamento con persona di ceto sociale percepito come piu’ basso del tuo.  Ecco l’occasione giusta per mettersi le scarpe basse e la maglia col buco sotto l’ascella che non si riesce proprio a buttare via (mi sta troppo bene): lui apprezzera’ la parsimonia. Arrivata all’appuntamento, la nostra si siede sul muretto, lui romanticamente le porge un bicchiere di plastica con dentro un vino bianco fresco e frizzate (oibo’) e la invita a guardare le stelle assieme, appoggiandole una mano sul deretano. Dopo avergli scansato la mano e fulminatolo a morte con un’occhiata di arsenio, la nostra gli chiede cosa vuole fare nella vita, sbatte gli occhioni, sospira molto e si finge indifesa, nonostante il pomeriggio in consiglio di amministrazione abbia castrato a morsi il suo responsabile commerciale. Lui le dice che il suo sogno e’ aprire un baretto a Santo Domingo, non mettersi mai piu’ le scarpe e vivere una vita vera, senza stress. Lei pensa alla spiaggetta, al suo computer senza connessione internet wi-fi e lo abbandona li’, facendo finta di dovere fare la pipi’. (Ciao mamma, torno alle nove, ordina una marinara con alici per me, grazie. Siete giu’ in piscina? Fantastico).
  2. Appuntamento con persona di ceto sociale percepito come piu’ alto del tuo. Lei si mette le scarpe piu’ alte, tira in dentro la pancia ma rimane comunque troppo grassa per lui, abituato (secondo lei) alle sottilette figlie delle amiche di mamma, tutte designer di gioielli/costumi/borse, tutte molto proper, e sta male di gastrite tutta la sera. Nella fase calante dell’incontro le viene in mente la faccia della mamma, quando e’ veramente arrabbiata. Sul divano in vimini scomodo, lui romanticamente le porge un bicchiere di vetro con dentro un vino bianco fresco e frizzate (oibo’) e la invita a proseguire la serata assieme Da Pirana, trattoria con pasta al pomodorino a soli 46 euro, senza sfiorarla mai nemmeno per sbaglio. Dopo avergli piu’ volte fatto capire la sua disponibilita’ a trasferirsi in pianta stabile nella di lui magione Lucchese, la nostra gli chiede cosa vuole fare nella vita, sbatte gli occhioni, sospira molto e si finge indifesa, nonostante il pomeriggio in consiglio di amministrazione il suo socio le abbia dato della psicopatica a buon diritto. Lui le dice che il suo sogno e’ aprire un baretto a Santo Domingo, non mettersi mai piu’ le scarpe e vivere una vita vera, senza stress. Lei pensa che se e’ fortunata passera’ il padre di lui e lei ci provera’ col vecchio. (Mamma vado a dormire da Barbara. Si’. No. No, sto bene. Solo un po’ stanca. Grazie. A domani. Ciao mamma. Grazie. No, non sono con il mio amico. )
  3. Appuntamento con surfista australiano. La prima mezzora di appuntamento va una bomba, sara’ che lui e’ uno schianto e ha i rasta bianchi, che ha seicento denti (bianchi anche quelli), che e’ leggero come una piuma e allegro come l’estate. Peccato che a meta’ serata arriva l’amico suo, Roberto, plurilaureato alla Normale, moro, garbato e affascinante, nonostante il capello un po’ rado e una figura non proprio scattante, che lo fa sembrare un coglione da competizione. Arriva anche la fidanzata di Roberto, e la serata e’ finita. Kaputt. (Mamma, mi verresti mica a prendere? Grazie. Ti aspetto. Grazie mamma. )
  4. Appuntamento con musicista tormentato. Lui a dodici anni scriveva delle ingiustizie del mondo, era magro come una lince e aveva la bellezza della notte. Ora, ha finito il deodorante, e’ depresso e  ti chiede di pagargli la birra. Ti chiedi se sei tu, o anche le altre. (Mamma mi lasci le lasagne di ieri nel forno? Dai, non le buttare via, ti supplico. Si. Sono piu’ buone il giorno dopo. Grazie. Buonanotte mamma.)
  5. Appuntamento con avvocato. Categoria che fa felice i genitori, lui passa a prendermi in Ferrari, titillando il mio senso di dispettosa nei confronti dei vicini di quartiere. Poi si monta in macchina. Poi mi porta a 200 km di distanza. Poi ci fermiamo due minuti. Poi mi porta ad altri 200 km di distanza. Poi ci fermiamo per cena. Poi mi porta altri 400 km. (Ciao mamma sono tornata. No, tutto bene. Grazie. Buonanotte.)
  6. Appuntamento con architetto uber-comunista. Arriva in moto, sono tentata di alzarmi subito e andare via, ma ormai rimaniamo. Mi sorprende con sacchetto di cibo cinese, che adoro, e ci mettiamo sul muretto, vista splendida, caldo di agosto, grandissima atmosfera, le mie ovaie si aggiustano in posizione okuto, da fede nuziale e pargolo, quando lui comincia a raccontarmi dei suoi problemi di impotenza, dovuti al fatto che ha fatto successo troppo in fretta e non accetta di guadagnare cosi’ tanto, che sta pensando di aprire una piccola casa editrice indipendente, visto che ama scrivere poesie piu’ di ogni altra cosa. (Pronto? Mamma lasciami le chiavi sotto lo stuoino per piacere, mi sono dimenticata il mio mazzo nella tua macchina.  Grazie. No, tutto ok. Grazie. Ciao Mamma.)
  7. Appuntamento con architetto non comunista. Bagno di mezzanotte, luce della luna, andiamo da me, via tutto, lui si gira e piange. Perche’ piangi?  Perche’ ieri sera ho baciato un uomo. E mi e’ piaciuto. Silenzio. Coccoline, a lui. (Mamma, scusa l’ora, ti mando questo sms per dirti che sto andando al mare con le mie amiche, non ti preoccupare, andiamo in Maremma. Ti chiamo domani. Bacino.)

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