Sul perche’ Dio le donne l’ha fatte dopo.

Alla cerimonia di conferma di Eva, che ora e’ suor Eva, c’erano cosi’ tante persone che era difficile respirare. E’ un po’ come un matrimonio, solo che e’ fra una donna molto fortunata e uno sposo su cui si puo’ contare; la conferma era per due suore, cosi’ c’erano gruppi di ultra’ suddivisi in panche di destra e di sinistra. Passo per una mangiapreti, ma covo un po’ di fede la’ sotto, e cerco di schivare le cerimonie con molte persone perche’ mi irrita la loro incapacita’ di stare, finalmente, zitte. Ho sempre invidiato alla regione Musulmana il rigore nella preghiera, a quella Ebraica la solennita’ delle feste comandate, e questa volta ho desiderato che una pandemia di mutismo o lingue mutilate si abbattesse sulla congrega di fedeli.

Uomini che tossivano, donne che non si zittivano mai, ma proprio mai, ma nemmeno per un attimo – una con un sacchetto di plastica scricchiolante in mano, chissa’ perche’. Gente con le macchine fotografiche, che meno male che non sono il Papa, altrimenti col cazzo che il carrozzone dei matrimoni, foto e filmini varcherebbe nemmeno la piu’ recondita parrocchia di montagna. Gente con le video recorder che facevano plin ogni volta che andavano in pausa. Pellegrini. Di tutto, insomma, mentre la mia amica del cuore provava a sposarsi con Cristo, mica col Cecchi.

Tra tutto, pero’, il chiacchiericcio delle donne dietro di me e’ quello che mi ha turbato di piu’: non smalignavano, non pregavano, semplicemente scureggiavano dalla bocca. Aria. Mi e’ venuta in mente la scena (magnifica) di quando Moretti piglia a schiaffi quella urlandole ma cosa dici, le parole sono importanti.  Sarebbe stato da fare altrettanto, ma c’era anche il Vescovo e gia’ avevo dato nell’occhio per i pianti disperati che come al solito dispenso in quella chiesetta cosi’ piccola, cosi’ intensa, dell’Eremo di Lecceto. Mi e’ venuto anche in mente che il buon Dio ci ha fatto per ultime per tirare fiato, te l’immagini, avra’ pensato fammele fa’ da ultimo, cosi’ non c’ho da sentirle ragionare mentre creo il resto dell’Universo.

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