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Juanita de Paola vita piccola women

Colazione con vecchio pappone.

Juanita de Paola

Quel signore che mi chiede il giornale locale, appoggiato senza educazione sotto la mia tazzina di caffè cattivo che inaugura la domenica, è lo stesso che una volta mi ha rincorso per tanti secondi che non dimentico, perchè gli ho urlato maiale alzandogli il dito medio con vigore teatrale. Non mi riconosce, ma io sì che lo rivedo bene. Erano i novanta e qualcosa, passavo davanti al bar R svestita come si permette alle bambine in estate, e lui aveva sgranato gli occhi e fatto un gesto inequivocabile con il bacino, come a dire, potessi darti un colpo. Correvo veloce senza farmi venire il bruciore al petto: era uscito mostrandomi il pugno dopo che lo avevo offeso, e io volavo via a piedi, per lasciarmelo dietro le spalle. Quando ci ripenso dico, ma cosa avrebbe fatto, poi?

Glielo dò il giornale, all’avvocato. Aggiungo il pleonastico “tenga pure, non leggo la locale”, riservando per me la parte esterna del giornale e rifilandogli la cronaca di Frittole. Penserà che sono una delle tante donne che ieri sera non si sono divertite, che sono acida. E avrà parzialmente ragione. Ha la testa come un bue, è invecchiato, e le mani gli sono diventate ciccione e rosse. Io, d’altro canto, non ho foto di me con le treccine d’estate, sotto il cappello di rafia, abbronzata e con un bikini: questo lo pagherò, è uno dei pochissimi rimorsi che ho – ma d’altronde non riesco a fare nessuna concessione alla mia età, specialmente di stampo lezioso. Il mondo si divide in due grandi gruppi: quelli che vivono, e quelli che vivono per trovare bellezza. Io sto nel secondo gruppo – se fosse una perversione sessuale? Sarebbe il feeder. Non avrei potuto dedicarmi a fare gli altri ancora più belli se avessi saputo come stare bene con le treccine.

Comunque il vecchio ciccione commenta la cronaca ad alta voce, e non mi fa nè caldo nè freddo. Mi chiedo se abbia una famiglia. La cronaca locale di Frittole gli va a pennello, a lui, con quei titoli spropositati e giudicanti: dagli al dottore, al commercialista, al politico. Fondamentalmente, dagli al ricco. La lotta sociale diventa più fratricida man mano che la cittadina si impicciolisce: attacchi personali, giornalisti che hanno preso il tesserino a grandi scuole radioelettra, sgarri di condominio che si trasformano in attualità. Meno male che c’è internet. Il ciccione guarda verso la mia postazione, sono andata a fare colazione col rossetto rosso. Mi gratto la fronte con il dito medio, mano destra of course, in un gesto molto poco teatrale, segreto – eppure esplicito. Stavolta non si alza e non mi rincorre: primo perchè non ha capito. Secondo perchè è vecchio e grasso. Terzo meno male perchè dopo trenta metri a velocità schianto anche io.