Tutte e due le facce.

Juanita de Paola

Mio cuore, mia milza, escrescenza del mio animo, stavo tornando a casa stasera e mi guardavo camminare. Pensavo che senza avvolgermi al tuo braccio ho un’andatura sbilenca, dovuta sia alla cortezza del femore come alla lunghezza dei tacchi. Da piccola mi mettevano sempre quelle scarpe coi buchini in cima, così mortificanti, deve essere per quello che ora non scendo dai trampoli. Quando hai i soldi, hai un sacco di amici, avevi notato? E quando i soldi se ne vanno rimani con quelli che sanno cucinare, ma non hanno palanche per fare la spesa.

Sarebbe potuta andare peggio, potrei essere diventata la tipica figlia di dottore che vota a destra e guida un suv, si sposa con un dottore e muore con più corna in testa di un cesto di lumache. Tu mi sgridi perchè non sono abbastanza sofisticata, ma io mi dovevo pur difendere in qualche maniera dall’agio, per non diventare una macchietta, capisci? Ecco da dove arrivano i pantaloni da uomo e la coppola, è una difesa.

Invece sono diventata una specie di ibrido, troppo ben vestita per stare in un circolo arci senza che qualche coglione non critichi le scarpe che porto, troppo sciatta per essere felice ad un aperitivo o, ma chi le inventa queste parole, un’apericena. In tutto questo tu hai deciso di dilapidare il nostro patrimonio in Cartier e champagne. Sei un freak. E io ti amo.

Videografia: per chi ce la sta mettendo tutta

1 Comment

  1. ig

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