Tutti i gioielli.

Ho preso tutti i gioielli che ho e li ho sparpagliati sul tappeto rosso del salotto. Li ho divisi, quelli con le pietre da quelli in oro, le spille antiche dagli orecchini e dagli anelli, un’infinita’, e gli orologi piu’ o meno antichi. Fatti mucchietti simili anche per colori ho cominciato a pensare che se abitassi in qualche posto in una qualche tribu’ quello sarebbe il malloppo da dare alla mamma dello sposo, che il valore dello speso rispetto al valore dei materiali era ridicolo – alla fine un etto d’oro rimane un etto d’oro, anche se l’ha disegnato chi ti pare – e che a me non me ne puo’ fregare di meno di quella roba, che tanto varrebbe darla a qualcuno che la fonda, ci faccia una palla e la lasci da qualche parte. Terrei solo l’anellone a forma di serpente, quello si’.