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Juanita de Paola vita piccola women

Tutto l’amore del mondo. Qui sotto.

Ho sempre voluto lavorare in uno di quei palazzoni pieni di gente che poi va al pub alle cinque.

Juanita de Paola

Ho sempre voluto lavorare in uno di quei palazzoni pieni di gente che poi va al pub alle cinque. Pensavo che ci volessero delle capacita’ incredibili per trovarsi un giorno seduta ad una di quelle scrivanie, con il completino come Melanie Griffith e le scarpe coi tacchi in borsa: la seduzione di un posto comandato da altri e’ una pulce che punzecchia di continuo chi ha intrapreso un percorso imprenditoriale – che si tratti di una multinazionale come un camper che vende pecorino alla fiera di paese. (La paura di avere preso un’altra decisione sbagliata, invece, quella leva il sonno la notte quasi come la pupu’ verde dei figli).

Che poi non e’ vero che la gente qui esce dall’ufficio e si riversa nei pub a bere a piu’ non posso fino alle undici di sera: e’ pieno di posti che stanno aperti anche tutta la notte, basta sapere a che campanello suonare. Se ne stanno lassu’, in quelle finestre che da fuori sono gialle, a lavorare alacremente per fare questa Nazione il campione di servizio che e’ diventata. Il posto dove il sole si vede meno al mondo e ogni ristorante ha fuori i funghi riscaldanti, cosi’ se non nevica si mangia fuori. Non e’ nemmeno solo una questione di fumare o no, e’ proprio il piacere di stare Alfresco, come dicono loro.

Una ragazza passa in calzoncini e gambe arrossate, gli skaters saltano e c’e’ un lungo Tamigi da levare il fiato: la normalita’ di questa passeggiata, nella sua cornice eccezionale, mi parla del futuro. Possibilmente del mio, del nostro. Chi lo sa, pero’: ogni volta che pianifico qualcosa finisce che succede qualcosaltro. La luce e’ celeste, ci sono sassofonisti dappertutto: meno male. Al cinema dove passano Truffaut servono le torte con la cannella, che mi ricordano la mia nonna. Faccio la foto accanto al mercatino dei libri. Ricordo di cinque anni fa, qui, aspettando un futuro pieno di bambini e famiglia. Ricordo di dieci anni fa, qui, aspettando che un ragazzo molto bello abbassasse la telecamera e mi baciasse. Tutto qui, tutto l’amore del mondo mi e’ passato da sotto questo ponte dell’Embankment.

Di juanita

50% business, 50% eggs benedict

8 risposte su “Tutto l’amore del mondo. Qui sotto.”

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E’ la città in cui vorrei vivere. Plauso a chi parte, a chi rischia, a chi sta di vedetta pronto a scattare al momento opportuno, pronto ad acciuffare tutto l’amore che si può volere.