Uomini del passato.

Ripensavo ai miei fidanzati – così li ho sempre chiamati, anche quelli che mi duravano accanto non più di due ore. Ci ripensavo sulla tazza leggendo House24, il più bel magazine di immobiliare nel mondo (dieci euro). Pensavo all’industriale di Firenze, schiavo della segretaria, della ex moglie e dell’amante – non mio, a me piaceva la sua collezione di arte contemporanea. Pensavo a Chico, chef che una sera dopo molti anni mi ha servito in un ristorante, aveva appena avuto una bambina dalla sua compagna. Pensavo a Richard, laureando a Harvard e insegnante di Tennis estivo per mantenersi i vizi. All’innominabile, che avrebbe venduto sua madre pur di finire su un giornale. A Luca, il fidanzato storico, che mi ha introdotto agli Alan Parson’s Project e a molto altro. E mi chiedevo cosa sarebbe stato di me se avessi proseguito il mio cammino con loro. Lo sciacquone si è portato via ogni pensiero conseguente.