Veronica, Carla, Stefania, Cicciolina: e Sharon?

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(Berlusconi e Carla Dall’Oglio)

Sul come la nostra piazza politica sia diventata un oscuro luogo di scambi sordidi invece che un’agora’ socratica, ci sono varie teorie: la machiavelliana, la e’ tutta colpa di Craxi, la e’ tutto un piano segreto dei massoni e atre, fino a quella del male minore. Ognuna di queste lascia uno offeso e un altro piu’ contento. Entrambi, quello triste e quello soddisfatto –  se putacaso pagano le tasse – sono sottoposti ad una pressione fiscale che li rende entrambi arrabbiati, ma tanto alle persone basta dargli ragione e queste se ne stanno zitte e buone. Io, ho una teoria, che passa dall’estetica delle nostre donne politiche e mogli dei nostri premier: e’ tutta colpa della Standa, prima, e di Monella Vagabonda, dopo, se ci siamo ridotti in questo stato brutale. Inizio con l’esempio piu’ lampante, ovvero il viaggio estetico di Silvio Berlusconi da Carla Dall’ Oglio a Veronica Lario. L’8 ottobre 1985 i coniugi Berlusconi-Dall’Oglio si ritrovano al Tribunale di Milano per la separazione consensuale: con un divorzio si passa il canone estetico dalla donna di labbra fine e testa cotonata – provatevi ad andare ad una cena blasonata, altro che liscio Ventura, la vera pettinatura e’ crespa, e gonfia – alla bambola dal viso incantevole e gli occhioni azzurri (una sesta piena) della Lario. E chi s’e’ visto s’e’ visto.

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(Berlusconi e Craxi)

Mentre la Dall’Oglio e’ elegantemente alla moda, seppure in un periodo tragico come gli anni 80 fatti di spalline e luccichii, la Lario sbaglia tutti gli accostamenti, scegliendo pezzi che le ingrossano il gia’ matronale petto e che si schiantano contro il suo incarnato, quello si’, davvero elegante. Ma il paradigma e’ chiaro: nell’immaginario maschile le labbra si stanno gonfiando, I petti si alzano, le eta’ si abbassano, perche’ i manichini della Standa assomigliano a Kelly Le Broc in La Signora in Rosso; quello che le nostre nonne lavavano con una serie di pugni in testa al rientro del fedifrago, diventa volano sociale, e la rovinafamiglie diventa la nuova moglie. Purtroppo il karma e’ una bestia tremenda, e Noemi Letizia, contemporaneo manichino vivente di Monellina Vagabonda, rendera’ la pariglia alla povera Veronica e, atterrando definitivamente in un mare di fango il concetto di stile della donna che piace, si porra’ al centro dell’attenzione estetica maschile nel 2009. Ma a chi piace, poi? Almeno vestisse Galliano.

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(Veronica Lario)

Arrivano le prime donne normali in parlamento (Nilde Jotti, e’ comprovato, era un cyborg, e si metteva le gonne di peltro per nascondere gli ingranaggi. Sotto la crocchia aveva una ricetrasmittente.) e sono donne di rottura: Cicciolina e Moana, pornostar, ovvero l’incarnazione dell’ideale estetico femmineo nella testa dei nostri avangardisti politici, ma soprattutto donne, finalmente, con un guardaroba maschio-really-friendly.

2008929181822_cicciolina2_490_345(Cicciolina e Pannella. Ancora ci pigliano per il culo anche in Cile)

Segue Rosy Bindi, che getta il giudizio estetico degli italiani nel piu’ profondo sconcerto: nasce l’estetica della gonna quadrata, marrone, ricavata dalle coperture per le balle di fieno, contrapposta ai vestiti di scena erotica e al rosa Koons di Cicciolina. Corrono i novanta, e la moglie di Bertinotti, donna Franca, ricorda le mamme cosi’ come erano negli anni trenta: bionde o ramate tinte, solide, di caviglia grossa e col sorriso di chi alla pressione fiscale antepone la cottura del coniglio con le olive. Non dico che questa fosse la signora, dico che sembrava quel tipo esteticamente, che e’ tutta un’altra cosa. Veronica esce di rado, la sua missione e’ quella di non farsi vedere. La dall’Oglio esce di senno, invece, e c’e’ da capirla: lasciata per una piu’ bionda, piu’ govane, piu’ – diciamo la verita’ – chiozzotta, scappa a Londra e credo che passi ancora le giornate a contare tutte le azioni dell’enel che il marito, premurosamente, le ha lasciato per levarsela dai. Niente fa presagire il ciclone di anti eleganza che di li’ a pochi anni ci travolgera’ tutti, portandoci alla fenomenologia dell’outlet.

Arrivano le belle e impossibili, la Melandri e la Prestigiacomo, che riportano in auge la bellezza alla Licia Colo’, quella della bionda alta due metri che ti ruba il fidanzato sotto gli occhi e poi ti chiama per uscire all’aperitivo, tanto lei non ti porta rancore. Le signore sembrano lontane stilisticamente, in realta’ potrebbero scambiarsi i guardaroba, se solo la Prestigiacomo si sforzasse di indossare le Mephisto e la Melandri smettesse di mangiare la carbonara per almeno un mese. I guardaroba di queste donne ufo, bene o male di potere, che spuntano in mezzo ai mammiferi testosteronici, non avrebbero potuto essere piu’ diversi: il boa rosso di Moana, l’orsacchiotto copri capezzolo di Cicciolina, i rossetti perlati della donna Franca, le scarpe Tods della Prestigiacomo: la speranza di un pianeta Italia tutto da invidiare si celava nella diversita’ degli assortimenti, nelle boutiques. Avevamo appena iniziato con le donne al potere e stavamo ancora aspettando la parlamentare punk, quella emo, quella intellettuale con i dolcevita marroni, quella che mangia solo cornflakes e quella in tuta con la pinza e i capelli unti. E invece nulla. Ci hanno mandato i cloni dei manichini della Standa, prima, e le commesse di H&M, dopo.

Ho capito che le cose si sarebbero messe male a partire dai talleurini castranti della Carfagna, che invece di infilarsi un bel paio di jeans a vita alta, tanto ha le gambe lunghe, farsi la coda e dire “m’avete votato per scherzo, e ora (ha!) ve lo faccio vedere io, oltre a essere uno schianto ho un piano welfare nel cassetto da quando facevo la spia per il kgb”, e ha optato per il guardaroba anni ’30 delle donne relegate a casa dai mariti. Sapeva che avrebbe colpito nel segno, il maschio italiano ha in realta’ un’attrazione erotica paralizzante nei confronti della gattamorta vestita da nonna, e difatti eccoci qui. Poi e’ arrivata la Gelmini. La Gelmini, si vede benissimo, era una di quelle che si mettevano il filo di perle a dodici anni, che dicevano che il giorno dopo andavano volontarie e poi non venivano a scuola o, peggio, ci venivano ma si giustificavano, e che mettevano il gambaletto di filanca. (Dice sia azionista di maggioranza alla Golfini & Colletti). Ho qualche fiducia nel look sportivo della Meloni, anche se non riesco a stare serena con chi a sedici anni manifesta simpatie di destra, o in genere di rigore – e’ spaventoso. E le altre? Uno stile casalinga con lavoro part time nell’ufficio del marito, un po’ pensionata baby, un po’ donna sottomessa et inde felix e un po’ ma io volevo fare le televendite, che non fa presagire nulla di buono: ma dov’e’ la fantasia, la furbizia di abbinare la firma e il foulard del mercato, l’intelligenza viva di chi e’ felice di vestirsi al mattino perche’ lavora in un posto che ama? Ma te la immagini Franca Sozzani segretaria di partito che manda i bigliettini maliziosi? Ma ce la vedi Miuccia Prada col tailleurino color celeste vergineo che sbatte gli occhioni quando uno a caso, che so, Maroni, le lascia due minuti di spazio alla fine di un discorso di sei ore?  E invece eccoli li’, guardaroba usciti dalla produzione onirica di Fatma Ruffini, serie di pezzi omologati, il ritorno delle divise, si’, ma nei toni sgargianti di Star Wars. E la moglie bis di Casini? Ma dove sono i gioielli? Ma, Cristo, e’ mai possibile avere tutti quei soldi e mettersi il laccino di caucciu’? Dacci il solitario di sedici metri quadrati, no, non quello di Pierferdy, vogliamo vedere quello che ti ha regalato tuo padre per il tuo quarto compleanno.  

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(Mara Carfagna)

Insomma: dal vestito di sartoria al completo di Zara, dal profilo fine ed elegante a quello da femmina felliniana, da pornostars e sante donne a prototipi dell’oviesse, collezione Porto Cervo – o Billionaire. Che iddio ce la mandi buona. La sarta, dico.

A proposito di Fini: ma come si fa a passare dai completi Mazinga Zeta Anni Ruggenti della Daniela, donna strepitosa che da grassa era diventata magra e da mora bionda – l’iter ideale di OGNI donna che conosco, me inclusa – alle zeppe da supermercato con le magliettone ovviamente scollate (e bianche) della nuova moglie (casualmente piu’ magra e piu’ bionda e piu’ giovane)? Misteri.